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Il mandorlo fiorito – Spunti per riflettere

MADRE DELLA NOSTRA PACE
Il saluto più bello e sereno di cui è veramente tutta piena la Sacra Scrittura è: «Pace a voi!». Spesso nel Nuovo Testamento la pace viene associata alla grazia: «Grazia e pace a voi da Dio Padre» (cfr. l Cor 1,3, tutte le lettere degli apostoli e l’Apocalisse).
Questa pace, supremo anelito del cuore umano, che viene augurata come dono della grazia, della benevolenza di Dio Padre, ha preso corpo nel seno della Vergine: è lo stesso Figlio di Dio, Gesù Cristo. Egli fu annunziato dai profeti quale «principe della pace» (Is 9,5); fu inviato a portare la pace al popolo (cfr. Is 52,7; Sal 72,3; 85,9).
Il Re-Messia promesso alla dinastia di Davide nascerà a Betlemme ed egli stesso sarà la pace. La Madre di questo Re-Messia di pace non sarà, allora, la Regina della pace? Tale è venerata e cantata dalla Chiesa di Dio che vede quanto tutta l’esistenza di Maria sia intimamente connessa con il mistero di Cristo.
Per il fatto che Cristo stesso è la pace, anzi «la nostra pace», comprendiamo che il contenuto di questa realtà è il compendio di tutti i beni. Noi l’attingiamo da lui come da una sorgente inesauribile; ma non dobbiamo dimenticare che questa sorgente passa attraverso il cuore di Maria, la prima creatura che l’ha accolta offrendosi a Dio come luogo di riposo. In lei, infatti, non c’era peccato, e dove non c’è peccato non c’è guerra, non c’è tumulto né divisione. In Maria, quindi, il Signore trovò il giardino di delizie e con la propria presenza la rese beata.
A lei soprattutto si addice quanto attesta la sposa del Cantico: «Così sono ai tuoi occhi come colei che ha trovato pace!» (Ct 8,10). … Maria è, per eccellenza, l’amata da Dio. […]
La pace è il frutto dello Spirito che ci è stato donato dal Cristo risorto, dal «Re mite e umile» che combattendo inerme ha disarmato il nemico. Chi vuole essere suo discepolo non può dunque maneggiare la spada (cfr. Mt 26,52). Non siamo invece noi tanto facili, come Pietro, a maneggiarla? Lo facciamo con i pensieri, con le parole, con i fatti concreti che feriscono il nostro prossimo e che anzitutto fanno scempio della nostra stessa anima la quale, in forza del Battesimo, dovrebbe essere la candida veste del nostro umile Re di pace. Siamo stati infatti interiormente rivestiti di Cristo.
Per coltivare in noi il bene che abbiamo ricevuto e sempre riceviamo dal Cristo risorto è necessario che ci impegniamo molto di più nella carità, nella benevolenza, nella magnanimità del perdono, nella delicatezza del tratto, nella dolcezza dei sentimenti, nell’amabilità dei discorsi: in breve, nella costante imitazione di Cristo e di Maria.
Chi persegue la pace, persegue l’unità, che è lo scopo finale di tutta l’opera della redenzione. Ecco perché non possiamo illuderci di essere in pace con Dio se non siamo uniti, nell’amore, con i fratelli. E Maria, insieme con il Cristo, è costituita Regina di pace per cooperare alla riconciliazione e all’unione di tutti. Come tale viene incessantemente invocata dalla Chiesa anche per tutto il mondo. Là dove la guerra e ogni forma di violenza continuano a lacerare l’umanità, Maria si fa presente come sotto la croce del suo Figlio.
Constatiamo però che questa dolce Madre e Regina piange pure «in casa propria», nella Chiesa, la cui unità ha subito lacerazioni e ferite profonde, che tardano a essere sanate a causa del cuore non pacificato dei suoi figli.
«Cercate la pace con tutti e la santificazione», esorta pressantemente la Scrittura, «senza la quale nessuno vedrà mai il Signore» (Eb 12,14). Come potrebbe un uomo dagli occhi torvi per l’odio che ha in cuore, vedere il volto di colui che è la Pace? E come potrebbe vederlo nei fratelli? Spesso però Maria si è fatta intermediaria proprio in favore dei più ostili al suo Figlio e ai fratelli di lui, e li ha conquistati con il suo sguardo di Madre pietosa. La storia di innumerevoli conversioni non ha forse pagine commoventi a questo riguardo? Maria sta all’inizio del cammino di ritorno dei più ostinati peccatori e sta anche sempre accanto a chi sa di doversi, giorno dopo giorno, convertire di più al Signore, all’amore, alla pace, all’unità. Sta accanto a tutti i cristiani, i chiamati personalmente e comunitariamente a realizzare la pace vera, la pace totale: quella interiore e quella esteriore, che ne è la radiosa manifestazione, come la luce del sole nel cielo sereno. […]

O dolce Regina, Madre di misericordia,
Madre di colui che è «la nostra Pace»:
aiutaci a deporre ai suoi piedi tutte le nostre armature,
e a lasciarci definitivamente conquistare da lui per diventare
veri figli di Dio, operatori di pace.

Anna Maria Canopi, Maria donna della bellezza interiore, Paoline

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