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Attività parrocchiali

Mercoledì delle ceneri 2021

Invocazione allo Spirito

Vieni, o Santo Spirito, ravviva in noi i doni da te ricevuti. Liberaci dalle nostre paure, guarisci le nostre ferite, donaci riposo e pace. In questo nostro tempo, segnato da tante difficoltà e incertezze, facci pregustare, o Luce di tutte le cose, la festa senza fine della beata eternità. Riempi i nostri cuori di gioia e di tenerezza, perché possiamo portare speranza e consolazione alle sorelle e ai fratelli che vivono con noi e che incontriamo ogni giorno. Amen.

+ Dal Vangelo secondo Matteo 6, 1-6. 16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Contesto e commento

I brani del Vangelo, ascoltati oggi, ci aiutano ad entrare con cuore aperto e disponibile nel Tempo forte della Quaresima. Sono tratti dal cosiddetto “discorso sul monte”, che occupa i capitoli 5, 6 e 7 del Vangelo di Matteo. Se proviamo a leggere tutti di seguito questi capitoli, ci accorgiamo che, in questo lungo discorso, c’è come un filo rosso o, per usare un’altra metafora, c’è come un’acqua di sorgente che spesso affiora in superficie e tutto irriga e disseta: si tratta del riferimento al Padre. Infatti, Gesù nomina più volte il Padre celeste, il Padre che è nei cieli (come nella principale preghiera consegnata ai discepoli, il Padre Nostro); un Padre al quale rendere gloria (5,10), di cui siamo chiamati, con l’amore anche verso i nemici, ad essere figli (5,45), imitandone la perfezione (5,48). Un Padre che si premura di nutrire gli uccelli del cielo (6,26), di vestire l’erba del campo (6,30), che ben conosce ciò di cui abbiamo bisogno (6,32) e che sempre dà cose buone a quelli che gliele chiedono (7,11).
Si può dire che, nei versetti di questo vangelo, Gesù conduce per mano ciascuno di noi di fronte al Padre, “il Padre tuo che è nel segreto e che vede nel segreto”. È un forte invito ad effettuare una scelta ben precisa: da un lato c’è la ricerca del proprio io, della propria immagine, per cui si gode nel sentirsi approvati e lodati dagli uomini; dall’altro, invece, pur facendo le stesse cose (elemosina, preghiera, digiuno), l’unica realtà desiderata è il vivere da figli nell’abbraccio del Padre, “che vede nel segreto”, cioè che “discerne i sentimenti e i pensieri del cuore” (Eb 4,12), che non si ferma all’apparenza, ma “vede il cuore” (1 Sam 16,7).
La nostra conversione di ogni giorno, che questo Tempo di Quaresima viene provvidenzialmente a corroborare, a ravvivare, sarà allora quella di abbandonare sempre più una religiosità costruita intorno alla nostra “realizzazione”, all’ostentazione delle nostre pretese virtù, per camminare, invece, sul sentiero dell’umile fede, dell’affidamento all’amore del Padre, riposando in Lui come un bimbo svezzato tra le braccia della madre (Sal 131), consapevoli che “quanto l’uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più” (San Francesco, Ammonizioni, XIX). La nostra ricompensa non consisterà – ci dice Gesù – nei chiassosi ma fugaci battimani degli uomini, ma sarà l’abbraccio del Padre, quell’abbraccio di eterno amore che Gesù stesso, nostra primizia, ha sperimentato nella Risurrezione, dopo il più profondo nascondimento della Croce, dopo il massimo segreto del Sepolcro.
Buon cammino, allora, di Quaresima… e di vita, gustando fin d’ora la tenerezza dell’abbraccio del nostro Padre celeste e prendendoci cura, con quella medesima tenerezza, delle nostre sorelle e dei nostri fratelli, specialmente i più sofferenti e abbandonati.

Rilettura personale

Rileggi con calma il testo. Se ti è possibile, leggi di seguito i capitoli 5, 6 e 7 del Vangelo di Matteo, con particolare attenzione a tutte le volte che compaiono i termini “figli”, “fratelli” e “Padre”.

Meditazione

Gesù ci esorta a credere al Vangelo, alla buona notizia che siamo figli amati dal Padre, fratelli e sorelle tra noi, chiamati al reciproco amore.
La mia elemosina: è veramente ricerca di uno stile di vita fraterno, sotto gli occhi del Padre celeste che ha cura di ogni creatura, a partire dai più poveri e dimenticati?
La mia preghiera: sgorga dal mio cuore, dal mio intimo, ed è permeata dalla gioia di essere figlio/figlia e di sentirmi fratello/sorella di ogni uomo?
Il mio digiuno: è vita sobria, che profuma di condivisione e solidarietà con i poveri e di rispetto per il creato, vissuta senza mai dimenticare la spoliazione di Gesù sulla croce?
In quello che vivo e opero, cerco ammirazione o desidero costruire fraternità? Che cosa davvero mi rende felice: il mio successo personale o la bontà di Dio nostro Padre?

Contemplazione

È bello, o Dio nostro Padre, sapere che Tu sei nel segreto e vedi nel segreto. Tu sei presente anche nelle zone d’ombra della mia vita e, se anche io mi allontano da Te, Tu invece non prendi mai le distanze da me… Io sono una povera zolla di terra, sono come quella cenere che oggi viene fatta scendere sul mio capo. Ma so bene che è proprio questa mia povertà che più ti attira verso di me, e mi accorgo che proprio nell’oscurità, nel segreto di quella zolla di terra che sono io, tu semini e fai germogliare le meraviglie del tuo Amore.
Aiutami a non lasciarmi spaventare dal mio nulla, soprattutto aiutami a non volerlo riempire di cose vane, di vuota vanagloria. Che io sappia, invece – come Giovanni Battista – gioire nel vederti crescere in me, nella vita dei fratelli e delle sorelle, nel mondo.

Preghiera

O Dio, nostro Padre, rinnovaci e rinforzaci con il tuo Amore durante questo cammino di Quaresima. Risveglia la nostra fede e allarga il nostro cuore, affinché viviamo come tuoi figli amati, gioiosi nel tuo abbraccio di misericordia e di pace. Fa’ che camminiamo ogni giorno nel reciproco amore, tutti fratelli e sorelle, superando diffidenze e incomprensioni, prendendoci cura con tenerezza gli uni degli altri, come ha fatto e continua a fare con noi Gesù, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti secoli dei secoli. Amen.

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