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IL MANDORLO FIORITO SPUNTI PER RIFLETTERE

VITA DI SAN NAZARIO

Nazario era un cittadino romano di famiglia ebrea e legionario. Discepolo di Pietro, ricevette il battesimo dal futuro papa Lino. Per sfuggire alle persecuzioni contro i cristiani e forse inviato da Lino, lasciò Roma e si recò in Lombardia, in particolare a Piacenza e a Milano.
Successivamente si spostò nelle Gallie, dove gli fu affidato un bambino di nove anni, Celso. Il ragazzo ricevette da Nazario l’educazione alla fede cristiana e il battesimo e insieme proseguirono nell’opera di diffusione della nuova fede, viaggiando per la Francia meridionale e arrivando a Treviri. Qui subirono numerose persecuzioni e vennero arrestati. Nazario, in quanto cittadino romano, non subì torture, ma venne inviato a Roma per sottoporsi ad un regolare processo e, davanti al rifiuto di rinnegare la sua fede e sacrificare agli dèi romani, venne condannato a morte.

Insieme a Celso, venne imbarcato su una nave che doveva portarli al largo; gettati in mare i due presero a camminare sulle acque e proprio in quel momento si scatenò una tempesta che terrorizzò i marinai, i quali chiesero aiuto a Nazario. Le acque si calmarono immediatamente, Nazario e Celso vennero fatti risalire sulla nave e accompagnati a Genova, e da qui proseguirono la loro opera evangelizzatrice in tutta la Liguria. Si spinsero poi fino a Milano, dove vennero arrestati e nuovamente condannati a morte per decapitazione nell’anno 76.

 

Il ricordo di Nazario e Celso si perse fino al ritrovamento dei corpi da parte di sant’Ambrogio. Il grande vescovo di Milano nel 395 ebbe una visione che lo guidò alla riesumazione di due corpi sepolti negli orti fuori città. Uno dei corpi, decapitato ma incorrotto, fu ritenuto quello di Nazario e, portato a Porta Romana, sul luogo della sua sepoltura venne eretta una basilica in suo onore.

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